Mozione assembleare 14 febbraio 2026 per Firenze Città Operatrice di Pace
• tale svuotamento evidenzia una evidente incoerenza tra le attuali funzioni attribuite alle Consulte e quelle previste e richieste dalle delibere comunali relative a Firenze Città Operatrice di Pace;
• il Presidente del Consiglio comunale e la Presidente della Commissione Pace del Comune di Firenze hanno manifestato l’interesse dell’Amministrazione ad avviare un’interlocuzione strutturata sui temi della pace, dei diritti umani e del disarmo, anche attraverso la costituzione di un tavolo di confronto;Firenze città in paceFirenze città della paceFirenze città per la pace
Premesso che
• in questi mesi oltre 60 gruppi e realtà collettive, oltre a decine di singoli attivisti hanno firmato il documento per Firenze città operatrice di Pace
• che un coordinamento temporaneo ha presentato tale documento in Comune per i canali ufficiali e in conferenza stampa alla cittadinanza, presso i locali dell’Abbazia di San Miniato.
L’assemblea Plenario di Per Firenze Città Operatrice di Pace delibera:
1. di ribadire con forza la richiesta al Consiglio Comunale di Firenze di dare piena attuazione alle delibere “Firenze Città operatrice di Pace” del 1985 e del 2024 a cominciare dalla realizzazione della “Consulta” prevista e di apportare tutte le modifiche al regolamento comunale necessarie ad assicurare alla Consulta piena operatività ed iniziativa;
2. di promuovere l’evoluzione dell’aggregazione attualmente esistente verso la costituzione e la formalizzazione della “Rete Fiorentina per Firenze Operatrice di Pace”, rappresentativa della stragrande maggioranza delle componenti del movimento per la pace e il disarmo dell’area fiorentina;
3. di individuare come interlocutori della Rete le Amministrazioni comunali dell’intera area metropolitana fiorentina, in particolare attraverso i Consigli comunali, con l’obiettivo di:
• suggerire prese di posizione e atti deliberativi coerenti con i principi di pace, disarmo e difesa dei diritti umani;
• promuovere e sostenere iniziative da attuarsi con il supporto delle Amministrazioni comunali;
• accogliere finanziamenti di privati ed istituzioni
4. di articolare l’azione della Rete attorno a tre assi tematici fondamentali:
Propone infine che il lavoro della Rete preveda un convegno da tenersi in Palazzo Vecchio su questi punti che si concluda con l'approvazione di un’agenda per Firenze Città Operatrice di Pace per l’intera comunità della città metropolitana e in seconda istanza verso l’intera Regione Toscana, prevedendo la presenza di personalità significative e di trasferimento di buone pratiche
esempi:
• Personalità attive nella diplomazia dei popoli
• Personalità rilevanti nella lotta al razzismo e la violenza
• Sindaci (o ex sindaci) di città attive su BDS
• Personalità attive su accoglienza di obiettori, minori e vulnerabili da fronti di guerra
• Personalità attive su disarmo e antimilitarismo
Nota a complemento della proposta di delibera. Esempi di iniziative e attività articolate nei tre assi tematici:
1. Firenze città in pace
Iniziative volte a:
• espellere e ridurre la rilevanza strategica delle installazioni militari presenti sul territorio cittadino,
• avviare, in collaborazione con le aziende del territorio, percorsi di riconversione industriale in particolare verso i settori della conversione ecologica e dell’industria sostenibile,
• promuovere sul territorio il rifiuto delle sanzioni unilaterali illegali, non deliberate dalle Nazioni Unite o conseguenza di pronunciamenti della Corte Internazionale di Giustizia, anche quando adottate dall’Unione Europea
• invitare le Amministrazioni comunali a rendere operativi, anche tramite ordinanze, il divieto di transito, produzione e commercio di sistemi d’arma e componenti d’arma destinati ad aree di conflitto o a Paesi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, ai sensi della legge 185/1990, senza le eccezioni introdotte da prassi governative;
• includere tra le priorità l’attività di bonifica delle installazioni sensibili e la revisione dei contratti con società riconducibili a Paesi in guerra o che fanno uso bellico dei dati, a partire dai sistemi per la sicurezza della smart city, garantendo la tutela della riservatezza, delle libertà civili e il non trasferimento di dati sensibili verso Stati o aziende coinvolti in usi militari dei dati personali.
2. Firenze città di pace
Iniziative volte a:
• promuovere l’educazione alla pace, il superamento della violenza nelle relazioni interpersonali e istituzionali e la piena realizzazione dei principi democratici sanciti dalla Costituzione;
• escludere le istituzioni fiorentine da ogni forma di collaborazione, in particolare ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e innovazione, con istituzioni pubbliche o private coinvolte nella filiera di approvvigionamento bellico
• escludere dalle attività delle istituzioni pubbliche il ricorso a servizi finanziari offerti da soggetti coinvolti nella filiera bellica
• assicurare, anche attraverso la creazione di un fondo di solidarietà, la tutela legale dei cittadini che intraprendono azioni di obiezione di coscienza e fiscale e disobbedienza civile rifiutando di partecipare alla guerra con ogni mezzo
• escludere dalle gare per aggiudicazione di appalti e concessioni le imprese (con particolare riferimento ai fondi speculativi internazionali) coinvolte nella fornitura e finanziamento delle filiere belliche
3. Firenze, città per la pace
Iniziative volte a:
• rinnovare la testimonianza del Sindaco La Pira promuovendo il dialogo tra le parti in conflitto
• sviluppare pratiche di diplomazia dei popoli,
• potenziare le iniziative di educazione alla pace e ostacolare le operazioni di propaganda bellica e di diffusione di una cultura di guerra
• sostenere iniziative rivolte a contrastare il razzismo in tutte le sue forme
• attivazione di Corpi Civili di Pace per l’interposizione nonviolenta
• sostenere processi di pacificazione nelle aree di conflitto, secondo il principio che la pace è costruita dai popoli prima ancora che dai governi.

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